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Volunia, ecco il motore social. Così l'Italia reinventa Google |
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Presentato a Padova il "search engine" sviluppato da Massimo Marchiori, "padre" dell'algoritmo originale di Google. Una ricerca che incorpora elementi delle reti sociali, per costruire interazione con altri utenti attraverso i risultati. L'inventore: "Se Big G è una macchina da 120 cavalli, io propongo l'elicottero".
Quello di Massimo Marchiori non è un nome famoso come quello di Sergej Brin e Larry Page, i genietti di Google. Eppure nella storia della Rete ha un'importanza pari, se non maggiore: fu lui a creare Pagerank, l'algoritmo di ricerca su cui la grande G colorata ha costruito il suo impero sul web. Quindici anni fa consegnò l'essenza del codice a Page, che si preoccupò di farlo fiorire e sviluppare, nel colosso che oggi tutti usano; oggi ha presentato al mondo, a Padova, il motore di ricerca come lo ha immaginato lui, oltre il web 2.0 e diviso in due parti, "Seek & Meet", "Cerca e incontra": la parte 'seek' riguarda le funzioni più proprie del motore di ricerca: Volunia, oltre a trovare i siti correlati alle parole cercate, fornisce una mappa del sito che rimane sempre visibile e permette una migliore navigazione anche al suo interno. La parte 'meet' è invece quella che permette la 'socialità", facendo vedere chi sta navigando all'interno delle pagine cercate, e di interagire con lui.
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Hacker in campo contro i corrotti. GlobaLeaks, la denuncia in p2p |
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Un gruppo di italiani esperti di tlc, privacy e sicurezza, ha messo a punto un sistema open source per l'invio e l'archiviazione sicura in rete di documenti scottanti. Senza che terze parti possano intercettare il mittente. Un evoluzione di WIkileaks, ma decentralizzato. Ecco come funziona.
E se potessimo denunciare il corrotto senza ritorsione alcuna? Il 30 gennaio è stata consegnata la relazione della commissione anticorruzione al ministro della Funzione pubblica Patroni Griffi. E questi, in una nota, ha precisato che fra le varie misure suggerite è necessario prevedere un sistema di premi per il funzionario pubblico che denuncia le corruttele garantendogli l'anonimato. Nelle proposte che andranno a integrare il ddl anticorruzione si specifica che ciò possa essere garantito per legge. C'é da fidarsi? Forse. Un'idea per esserne sicuri viene da un gruppetto di hacker italiani, esperti di telecomunicazioni, privacy e sicurezza. Si chiama GlobaLeaks 1. E' un tool open source che con un doppio click permette di implementare un sistema completo per l'invio e l'archiviazione sicura di documenti scottanti senza che terze parti possano intercettare il mittente assicurandogli l'anonimato.
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La tecnologia? È quasi umana Parola di "nativo digitale" |
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Secondo un progetto di ricerca internazionale, i bambini capiscono al volo le nuove possibilità di internet e dei dispositivi che ci circondano. Per una volta sono stati fatti salire in cattedra, con risultati sorprendenti e una nuova filosofia: lo Sharism
"Giro giro tondo, cambia il mondo". Lo cantava Giorgio Gaber qualche anno fa per ricordare a noi adulti quanto, a volte, avremmo da guadagnare se solo sapessimo lasciare più spazio a loro, i bambini, ascoltandone sogni e modi di immaginare il futuro. Un futuro in cui, per forza di cose, saremo sempre più connessi, con nuovi dispositivi tecnologici in tasca e - forse - più stress e meno idee in testa. Ma non i bambini, i cosiddetti "nativi digitali" che a omogeneizzati e chip ci sono quasi cresciuti.
Per loro, la tecnologia è parte integrante del paesaggio quotidiano, non avendo dovuto fare nessun "salto mentale" per andare incontro al nuovo. Deve essere stato questo, più o meno, il ragionamento che ha spinto i ricercatori di una piccola azienda di Boston, in collaborazione con il LEGO Learning Institute, a dare la parola ai più piccoli con il progetto KIDS - Kids Innovation Discovery Series initiative.
"Si tratta di una serie di studi condotti nelle scuole di tutto il mondo per farci insegnare qualcosa dai bambini", ha spiegato a Repubblica.it Neela Sakaria, vicepresidente di Latitude 1. "Non c'è dubbio che i nativi digitali siano i veri architetti del futuro. Il loro punto di partenza è molto più avanzato del nostro: stanno iniziando le loro vite in un mondo in cui internet è integrato nelle esperienze quotidiane non solo attraverso le tecnologie mobili, ma anche con lo sviluppo di sistemi come l'identificazione a radio frequenza, la tecnologia NFC, l'Internet delle Cose", ha aggiunto Sakaria.
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I pubblicitari web col Garante "Norme Ue frenano il mercato" |
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Francesco Pizzetti, capo dell'Authority, critica il nuovo regolamento europeo in materia di protezione dei dati (che l'Italia recepirà nel 2014) e l'industria digitale si schiera con lui.
Il garante per la Privacy Francesco Pizzetti critica il nuovo regolamento europeo in materia di protezione dei dati approvato la settimana scorsa, il cui recepimento è previsto in Italia per il 2014, e l'industria della pubblicità digitale e del commercio su internet si schiera al suo fianco. Assocomunicazione, Fcp (la federazione delle concessionarie pubblicitarie), Iab Italia (la sezione nazionale dell'Internet advertising bureau) con una nota plaudono all'intervento di Pizzetti. Al centro della discussione il regolamento europeo che propone una riforma globale della normativa Ue del 1995 in materia di protezione dei dati, nell'intento di rafforzare i diritti della privacy online e porre fine all'attuale frammentazione.
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